PROLOCO AMICI DI SOARZA

Casella di testo: La Storia

artigianato ed agricoltura sono sviluppati

proporzionalmente  alle esigenze ...

Il paese ha una estensione di  10.7 Kmq

Soarza è paese d'origini antichissime. L’etimologia del nome starebbe ad indicare una zona arsa, surriscaldata dal sole (cioè su-arsa: Soarza), che tutt'oggi conserva nel "Pascolone", presso il cana­le Fontana (antico corso del Po), la fisionomia primitiva. Soarza esisteva in epoca romana quale vico o mansione tra le due importanti fortezze di Zibello e Castelvetro.

Lo scrittore Cornelio Tacito , narra di una località in cui si svolse una gran battaglia della guerra civile tra Ottone e Vitellio nell'anno 69 d.C. Lo scontro avvenne nel punto di confluenza dell'Arda con il Po, nella località perciò che comprendeva anche il territorio di Soarza. 11 quartie­re Cantone sarebbe il nucleo primitivo del paese, sorto tra l'Arda e il grande fiume navigabile (il Po), come porto o passaggio con i connessi diritti di transito, di pesca e di commercio: eminentemente ed originariamente collegato, quindi, con i beni di natura pubblica, municipale, regia e fi­scale. A Soarza, vi sono ancora tracce di fabbricati, nella zona di dogana del porto o del passag­gio. Letimologia del nome Soarza, potrebbe pertanto derivare anche da su Arsa, cioè sull'Arda, co­me possiamo supporre legittimamente che il paese sia sorto in una zona arsa, cioè bruciata, dalla guerra dell'anno 69 d. C. tra Ottone e Vitellio, di cui parla lo storico del tempo Tacito.

Della Chiesa di Soarza si ha memoria dal 1180. La parrocchia era un rettorato del­la diocesi cremonese, compreso nella giurisdizione della Pieve di S. Giuliano, cui fu sottratto nel 1436 per passare alle di­pendenze della Prepositura di Busseto; Il territorio parrocchiale, un tempo assai esteso, comprendeva nell'Oltrepò cremo­nese l'intera zona di Brancere, che per­dette nel 1742 per l'erezione in parrocchia di quell'Oratorio fondato sotto il titolo dell'Ascensione di Nostro Signore. Da Rettorato la parrocchia divenne Prepositura nel 1699. Soarza nel 1600 fu governata dalla nobile famiglia Costa (sotto, l'albero genealogico), la quale ce­dette i suoi possedimenti alla metà dell'800, alla famiglia genovese Picasso Ratto dall'Orso.

Da attribuirsi alla nobildonna genovese Luisa Picasso Ratto, il merito d'aver praticamente costrui­to l'attuale paese e le sue maggiori aziende agricole, la chiesa e l'asilo. Il suo patrimonio (qualco­sa come dodicimila pertiche di terreno fertile), fu lasciato all'istituto che a Genova assiste i pove­ri: l'Ente morale Pio Lascito Luisa Ricasso. Con la crisi dell'agricoltura, il patrimonio in terreni rendeva poco, così aziende e case sono divenute negli anni 70/80 di proprietà dei soarzesi. Inquilini e fittabili hanno, infatti, acquistato fabbricati e terreni dal pio Ente, che ha investito i propri ca­pitali a Genova, in beni che offrono maggiori profitti. Soarza così ha cambiato lentamente volto, entrando in una nuova storia. Il paese sorge appartato tra il verde della campagna ricca di frutte­ti e coronato a nord e a nord-est, dai boschi che s'allineano lungo il corso del Po. Lagglomerato urbano principale, è raccolto attorno alla piazza su cui prospetta la Chiesa parroc­chiale di stile neogotico, il cui svettante campanile spicca in lontananza, tra alti pioppi e conifere